Questa raccolta di pensieri e meditazioni è una delle più belle e intense del poeta mistico e filosofo libanese. Immagini, simboli e personaggi scorrono e si alternano in una visione quanto mai variegata della vita e dell'uomo, quasi a voler esprimere la caleidoscopica realtà che ci circonda. Il tutto, come sempre, espresso in termini di poesia, fiaba, mito e vibrazione interiore.
"Prima che la mia anima mi consigliasse, dubitavo del valore del mio lavoro. Ora ho capito che gli alberi fioriscono in Primavera e fruttificano d'Estate senza cercare lodi; e le loro foglie cadono in Autunno e i loro rami restano spogli d'Inverno senza timore di biasimo. La mia anima mi parlò e disse: "La lanterna che porti non è tua, e la canzone che canti non proviene dal tuo cuore, poichè se anche porti il lume, tu non sei la luce, e anche se sei un liuto dalle corde tese, tu non sei il suonatore di liuto. La mia anima mi parlò, fratello, e mi insegnò molto. E la tua anima ti ha parlato e ti ha insegnato molto, ugualmente. Poichè tu e io siamo uno solo, non ci sono differenze tra noi, tranne il fatto che io proclamo con veemenza ciò che ho dentro, mentre tu lo nascondi come un segreto".
Già agli inizi del XII secolo il maestro Sufi afgano Sanai scriveva: “L’umanità è come immersa nel sonno, si interessa soltanto di ciò che è inutile e vive nel mondo dell’errore. Credere di essere superiori è soltanto una consuetudine, una convenzione, non una religione. Questa religione non ha alcuna utilità... Studiosi e ricercatori orientali e occidentali si sono completamente dedicati a rendere disponibile per tutto il mondo il materiale letterario e l’insegnamento filosofico dei Sufi. In molti casi hanno riportato fedelmente anche l’affermazione che la “Via dei Sufi non può essere compresa per mezzo dell’intelletto o dell’apprendimento attraverso i libri” . Ciò nondimeno, anche essi hanno cercato di far rientrare il Sufismo nel compasso della loro comprensione. Ma i Sufi non erigono sistemi come degli edifici da lasciare ai posteri: il Sufismo si trasmette attraverso l’esempio umano, il maestro. L’Autore sottolinea come la diffusione del pensiero sufi a partire dal VII secolo avesse scopi essenzialmente divulgativi, ma il vero scopo del Sufismo è quello di sviluppare una linea di comunicazione con la conoscenza reale, non con semplici teorie; nè con limitazioni individuali. Questo è quanto questo volume vuole dimostrare in modo concreto. Una parte notevole del materiale raccolto in quest’opera non è conosciuta al di fuori dei circoli Sufi tradizionali e costituisce pertanto una vera e propria rivelazione, particolarmente per il mondo occidentale